Rimbalzare nelle pareti (Beirut vs Su Tong)

3 SETTEMBRE 2019 | LEONARDO FORCELLI

Prostitute, mogli e concubine. (My night with the prostitute from Marseille) La vita claustrofobica di una giovane concubina nella Cina prerivoluzionaria. I riti, le convenzioni, le tradizioni opprimono i pensieri, i linguaggi, e i gesti. La diciannovenne Songlian, alla morte del padre, decide di diventare la quarta moglie del ricco Chen Zuogian. (My wife, lost in the wildThe Concubine) L’antagonismo e l’invidia fra le mogli che si contendono le grazie del marito spingono la giovane a isolarsi, per lei non ha senso quella morbosa competizione. 

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Si rifugia in un universo privato. E’ sempre più sola. La sua vita diventa reclusione in una triste e ripetitiva clausura fra le mura del palazzo, e la sua mente si riempie di assurdi incubi impastati come se fossero immersi nell’acqua melmosa di una laguna. Il flusso dei pensieri si riavvolge infinite volte con un ritmo lento, profondo, oppresso e ossessivo. (Venice) Non ha vie di fuga. Le voci calde e rassicuranti la accompagnano verso la follia. (No Dice) Niente da fare. Passerà le sue giornate in solitudine, seduta sotto il glicine oppure girando attorno al pozzo, mormorando parole incomprensibili. In una serena pazzia.

In “Realpeople: Holland” (dalla traccia 7 alla 11) il ritmo freddo e ripetitivo dell’elettronica, così elementare e famigliare, ha lo stesso tocco della scrittura di Su Tong in “Mogli e Concubine” nel raccontare una storia di oppressione dell’individuo, e sembra esserne la colonna sonora.

Fra i temi ossessivi di questi cinque brani risaltano le dolci linee melodiche della voce che fanno sembrare il tutto un gioco, a volte piacevole, a volte soffocante fino alla follia.

Realpeople” è lo pseudonimo con cui Zach Condon (mente e voce dei Beirut) pubblicava musica elettronica. Queste cinque tracce, che a dirla tutta non sono piaciute molto alla critica, sono state recuperate da vecchie bozze antecedenti ai lavori dei Beirut, e sono state pubblicate insieme a un altro EP dal nome “March of the Zapotec”. Lo stile così sobrio e distaccato rende ancora più intensa l’emotività. Le ritmiche e i suoni sembrano rimbalzare nella mente e nelle pareti dell’appartamento della giovane Songlian.

March of the Zapotec & Realpeople: Holland”, Beirut, 16 febbraio 2009, Pompeii.

1° pubblicazione in Italia

Mogli e Concubine”, Su Tong, Edizioni Theoria, Roma – Napoli, 1992

P.S. Dal libro “Mogli e concubine” è ispirato il film “Lanterne Rosse” di Zhang Yimou (candidato al premio Oscar nel 1992), da cui sono tratti i filmati e le immagini di questo articolo.

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